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Facebook, Twitter, Instagram e LinkedIn, ci sembra ieri il giorno in cui sono arrivati a modificare, per alcuni radicalmente, le nostre vite.
Ma vi stupiamo subito con alcuni dati: Facebook ha quindici anni, Twitter tredici, Instagram nove e LinkedIn ben diciassette.
Eh già, il tempo passa! Ma da alcuni mesi un’altro social sta spopolando, sopattutto tra gli under 18: TikTok.

Ma partiamo dal principio. Cos’è TikTok? Come funziona?
Forse alcuni di voi avranno sentito parlare, negli scorsi anni, di un’app “musicale”, Musical.ly appunto, fondato nel 2014 da Alex Zhu e Luyu Yang. Ebbene sì, non un app di origine americana, come quelle a cui siamo abituati, ma cinese. In pochi mesi ha cominciato a spopolare tra i giovanissimi, tanto da attirare l’attenzione dell’azienda cinese ByteDance, già proprietaria della versione orientale di Google News, che decide nel 2017 di acquistarla e rinominarla TikTok.

Baby Ariel è la muser più famosa al mondo, con 30 milioni di follower

Ma che differenza c’è tra TikTok e il popolarissimo Instagram? Graficamente poco ma tecnicamente molto: sul nuovo social è possibile caricare esclusivamente video tra i 15 e i 60 secondi, quasi tutti incentrati sul lip-sync, ossia sul “doppiare” le canzoni stando attenti a far corrispondere il movimento delle labbra al testo delle canzoni. Un effetto molto carino, che piace moltissimo ai più giovani e che può essere interpretato in molteplici varianti.
Uno degli aspetti che maggiormente ha attirato i nuovi utenti sono le challenge: sfide, senza un vero premio, in cui gli utenti possono “battersi” a colpi di tiktok appunto, per dimostrare le proprie capacità o la propria autoironia. Gli utenti possono lasciare un like alle performance che preferiscono, seguire i musers (nome dei creatori sulla piattaforma, derivante dal vecchio nome dell’app) e condividerli con gli amici.
Il secondo aspetto è sicuramente il numero “limitato” di utenti (solo in Italia conta 3 milioni di utenti attivi) e l’assenza della competizione, presente invece sugli altri social.
Il terzo, e ultimo, aspetto è l’assenza di pubblicità. Condizione che sicuramente andrà a modificarsi nel prossimo periodo, soprattutto a causa dell’enorme successo che sta riscuotendo TikTok, arrivata a essere l’app più scaricata ad agosto 2019, superando Facebook, Instagram, GMail e le app di giochi.

TikTok è quindi una vera e propria “bomba ad orologeria” (nel senso buono), pronta ad esplodere e a soppiantare (almeno tra gli under 18) Instagram, che invece mantiene il monopolio nella fascia 20-35 anni. Una ventata di aria fresca nel campo dei social network, con le sue funzioni uniche e una grafica accattivante che sicuramente spingerà casa Zuckerberg ad apportare delle modifiche ai suoi prediletti per non soccombere alla concorrenza.