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Twitter è il social meno usato della triade Facebook-Instagram-Twitter, soprattutto dalle generazioni più giovani. Ma anche quello che riesce a mantenere, ormai da anni, una base stabile di follower.
Ma qual è il profilo dell’utente medio di Twitter? Come si sta evolvendo la piattaforma? Riuscirà mai a spodestare i social di Zuckerberg?

Twitter nasce nel 2006, dall’idea di Jack Dorsey di trovare un modo di inviare brevi sms a specifici gruppi di persone. Da qui il nome Twitter che, come spiega proprio Dorsey:

«…ci siamo imbattuti nella parola “twitter”, era semplicemente perfetta. La definizione era: “una breve raffica di informazioni irrilevanti” e “un cinguettio di uccelli”, e questo è esattamente ciò che era il prodotto.»

Con i suoi 330 milioni di utenti, Twitter si prende il 32% dell’utenza Internet

La popolarità di Twitter ha visto una svolta con l’edizione del 2007 del South by Southwest festival: nei giorni dell’evento l’uso di Twitter è triplicato passando da 20 000 ad oltre 60 000 Tweet al giorno. All’evento erano presenti due grandi schermi 60 pollici utilizzati esclusivamente per far scorrere lo stream dei Tweet pubblici. Il festival fu un grande evento pubblicitario per il servizio e lo staff ricevette il Web Award Prize.

Ma uno dei punti cardine di Twitter, e quello che ha fatto aumentare esponenzialmente la sua popolarità, è stata la creazione degli hashtag: parole o combinazioni di parole concatenate precedute dal simbolo cancelletto (#). Un’idea rivoluzionaria perchè permetteva, etichettando un messaggio con un hashtag, di creare un collegamento ipertestuale a tutti i messaggi recenti che citano lo stesso hashtag.
Nasceva così una vera e propria rete di informazioni, di commenti, di idee e opinioni, che riscosse quasi subito un enorme successo, tanto da essere poi copiata da Facebook e, soprattutto, da Instagram dove ormai gli hashtag sono diventati di fondamentale importanza per l’utenza.

E allora come mai, nonostante i grandi cambiamenti che ha apportato al nostro modo di comunicare, twitter è rimasto un social “di nicchia”?
Uno dei motivi che frenava gli internauti dallo scaricare l’app e/o utilizzare la versione desktop, era la difficoltà di utilizzo data dalla grafica anni 2000 che rendeva il social più macchinoso e “vecchio” dei concorrenti.
Una causa che è stata solo recentemente eliminata: è proprio di metà luglio l’ultimo aggiornamento che ha portato una ventata di aria fresca, semplificando le grafiche e rendendo più minimal le funzioni, in modo da poterle trovare tutte subito.
Molto carina, poi, l’idea di poter personalizzare la propria home con colori diversi, un’idea già presente negli anni scorsi, ma che quest’anno è stata portata alla sua massima attività.

Riusciranno questi cambiamenti ad attirare le nuove generazioni e a portare Twitter sul podio?