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Il telefono. Uno strumento che ha rivoluzionato il modo di comunicare, tanto da modificare negli anni successivi le abitudini e i gusti delle persone.
Nasce alla fine dell’Ottocento, grazie all’italiano Antonio Meucci e, in pochissimo tempo, diventa lo strumento più desiderato e utilizzato dagli americani. Ma diventa soprattutto il simbolo del boom economico degli anni Cinquanta e, con esso, il simbolo di un’intera generazione che può intrattenere amicizie, e relazioni, a distanza.

Allo squillo del telefono si correva a rispondere, un pò per paura di perdere la chiamata (e al tempo non esisteva il registro chiamate) e un pò per poter provare questo ingegnoso meccanismo che permetteva di sentire la voce di una persona cara a distanza, inframmezzata da strani fruscii e rumori di sottofondo.

Uno dei primi modelli di telefono, considerato per molti un bene di lusso

Ma allora perchè oggi non rispondiamo più al telefono? Dov’è finita questa “magia”?

Al giorno d’oggi abbiamo un numero spropositato di mezzi di comunicazione, più rapidi e diretti di una semplice chiamata dal telefono di casa: per esempio Skype e FaceTime permettono di chiamare e vedere l’interlocutore senza limiti di distanza e comodamente dal proprio smartphone. Unico requisito? Una connessione internet. E, negli ultimi due anni altre applicazioni di messaggistica istantanea hanno implementato questa funzione, solo per citarne alcuni WhatsApp, Messanger, Google Hangouts e, recentemente, Instagram.

Parlare e potersi vedere è indubbiamente un plus valore perchè, come esseri umani, non comunichiamo solo attraverso la voce ma c’è tutto un gruppo di elementi della comunicazione non verbale che aiuta gli interlocutori a comprendersi: gesti, sguardi e movimenti del corpo che non possono essere trasmessi solo attraverso un cavo.

Un’altro motivo per cui non rispondiamo più al telefono di casa? Lo spam. Quanti di noi alzando la cornetta del telefono di casa si sentono rispondere da voci elettroniche pre-registrate che pubblicizzano prodotti? O voci, sì umane, ma interessate solo a venderci l’ultima crema di bellezza o il fantastico nuovo aspirapolvere? E questo ci fa perdere fiducia nel telefono.

In sintesi, siamo quindi arrivati alla fine dell’era del telefono fisso? Forse, più che una fine, può essere considerata un’evoluzione ma nessuno dimenticherà lo squillo del telefono che dal salotto faceva partire le gare a chi rispondeva prima.