+39 010 846 1797 - +39 010 859 3311 info@mercomm.it

A volte, camminando tra le vie commerciali, ci sentiamo attratti da un particolare negozio.
E quante volte, sbirciando tra gli scaffali dei negozi, abbiamo preferito comprare un prodotto rispetto a un altro?
Tutte le nostre scelte nei negozi sembrano sotto il nostro controllo, ma spesso sono orientate da dettagli sapientemente studiati da un particolare tipo di marketing, il neuromarketing.
Sapevate che il 70% della scelta dipende dalla nostra parte inconscia e irrazionale?  Vediamo alcuni esempi!

Il primo esempio è il packaging: se è più pesante di quello dei competitor, per esempio, trasmette l’idea di una qualità migliore perchè, inconsciamente, lo colleghiamo a un tempo di lavorazione maggiore e a una qualità superiore dei materiali usati che dovrebbe rispecchiare quella del prodotto al suo interno.

Anche la musica ha la sua importanza: se c’è una musica ad alta frequenza (il cui suono risulta dolce all’orecchio), tendiamo a percepire il prodotto con connotazioni più positive rispetto a quanto accade in un ambiente con musica a bassa frequenza.
Non è magia ma neuroscienza.

Il gusto di un cappuccino in tazza di ceramica risulta l’80% più intenso di uno presentato in tazza di vetro

E questo gioco tra sensazioni e acquisti diventa ancora più sottile quando si parla di cibo, campo in cui le percezioni (piatti di colore diverso, profumi, musica di sottofondo, grado di luce/penombra dell’ambiente) fanno la differenza.

Sono stati portati avanti diversi esperimenti che hanno confermato l’importanza anche solo delle stoviglie per le nostre scelte: per esempio una mousse al cioccolato servita su un piatto bianco viene percepita più dolce dello stesso dessert presentato su un piatto nero, una spiegazione potrebbe essere che il nostro cervello associa i colori scuri alla sensazione di amaro (il caffè più scuro ha un gusto più forte e il cioccolato nero è tipicamente quello fondente).
Un altro esempio? Un caffè latte in una tazza di ceramica bianca viene percepito più̀ intenso dello stesso bevuto in una tazza di vetro trasparente.

Questi concetti sono stati presentati in modo molto chiaro dal professor Vincenzo Russo, durante il suo talk nell’edizione 2019 di Seed & Chips, la fiera dell’innovazione alimentare.

Il 50% del nostro cervello è deputato alla visione, solo l’1% al gusto. È chiaro quindi come alcuni elementi visivi possano migliorare o alterare la percezione gustativa, condizionando di fatto anche le scelte di acquisto, non possiamo chiedere ai consumatori di raccontare le proprie percezioni, perché molti processi sono inconsci. Tutti gli insight devono essere osservati, non si possono utilizzare normali test”- Vincenzo Russo

In sintesi il neuromarketing non può trasformare un prodotto di scarsa qualità in eccellente, ma può migliorare l’esperienza di prodotti che hanno di base buone caratteristiche e, addirittura, cambiare radicalmente l’immagine che i clienti hanno del brand o del prodotto stesso.