+39 010 846 1797 - +39 010 859 3311 info@mercomm.it

Secondo uno studio del 2014, solo il 23% dei consumatori crede alle campagne tv, l’82% ignora volutamente le aziende che percepisce come invadenti e il 79% crede che i brand dovrebbero essere più genuini.
Questo porta a una nuova necessità ossia trovare un metodo di comunicazione differente.

Il marketing si è affacciato così al mondo dello storytelling, “un processo in cui elementi integrali di una storia si diramano sistematicamente attraverso molteplici canali con l’obiettivo di creare un’esperienza di intrattenimento omogenea e coordinata”, definizione data da Henry Jenkins, esperto di marketing.

Ma come si può creare una campagna marketing efficace basata sul racconto?

Per prima cosa bisogna comprendere bene a chi ci rivolgiamo, delineando un target ben specifico. Questo perchè il linguaggio e i contenuti della campagna devono essere tarati su un pubblico ben definito che trovi interessanti e coinvolgenti i contenuti. Voi leggereste mai con passione una fiaba per bambini? Probabilmente no.

Le pubblicità che utilizzano la tecnica dello storytelling vengono percepite come migliori dal pubblico

Come secondo punto dobbiamo creare una trama ad intreccio ma che sia il più “reale” possibile: deve, quindi, non essere banale e deve essere percepita come realistica, il più vicina alla realtà che gli spettatori vivono ogni giorno. Vedere rappresentata sullo schermo, che sia di una tv o di un pc, una realtà simile alla nostra crea empatia, l’empatia crea fiducia e la fiducia fidelizzazione tra cliente e brand.

Terzo punto: stare attenti ai mezzi di comunicazione! Target diversi utilizzano mezzi di comunicazione differenti: gli ultrasessantacinquenni prediligono i vecchi media (radio, televisione, pubblcità cartacea), i “giovani adulti” utilizzano i social, soprattutto Facebook, Instagram e YouTube mentre i giovanissimi prodiligono anche altri social come Snapchat e TikTok, ma non disdegano i social “classici”.

Ultimo punto, ma non per importanza, l’analisi dei risultati (delle condivisioni, delle visualizzazioni, delle interazioni) che deve guidare le campagne e modificare la taratura del piano di contenuti, giorno per giorno. Alcune analisi, addirittura, si avventurano nel neuromarketing, ossia studiando l’effetto sul cervello delle campagne e la loro capacità persuasiva. E le analisi dei risultati dimostrano che lo storytelling funziona, e anche bene. I video di brand che utilizzano questa tecnica sfiorano i milioni di visualizzazioni (basta fare un salto sui canali YouTube di Ray-Ban, Armani, Dolce&Gabbana, Lego e Enel), i clienti sono più soddisfatti perchè “partrecipi” e quindi più propensi ad acquistare i prodotti di quei brand.

Lo storytelling è quindi sicuramente una delle strade che il marketing mondiale sta imboccando e che diventerà sempre più centrale nei prossimi anni.