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Vi è mai capitato di incontrare nei parchi pubblici o sul treno persone indaffarate dietro il loro schermo del pc o entrare in un bar e vederli digitare freneticamente sulle loro tastiere? Pensate che stiano chattando o guardano un film? Vi sbagliate, stanno lavorando ed ecco come (e soprattutto perché) lo fanno.

Dimenticatevi le regole del lavoro tradizionale: seduti alla scrivania del vostro ufficio con uno schermo davanti; scordatevi (tutti vorremmo farlo) le ore perse sui mezzi pubblici o in macchina intrappolati nel traffico per andare al lavoro.

 

Smart working

Con lo Smart working è possibile lavorare comodamente da casa, o ovunque voi preferiate, semplicemente con un dispositivo di supporto e una connessione a Internet. Ma che cosa si intende esattamente con lo smart working?

Letteralmente è “lavoro intelligente”, infatti è un nuovo approccio intelligente applicato a lavori di tipo impiegatizio e manageriale  che non prevede la presenza fisica nei locali aziendali. Attenzione però! questo non significa che non dovrete più presentarvi in ufficio e non è una uova tipologia di contratto.

Secondo la nuova legge sul “Lavoro Agile” (n. 81/2017), che ha istituzionalizzato lo Smark working in Italia, sarà possibile svolgere alcune delle ore d’ufficio lontani dai locali aziendali, rispettando comunque gli orari lavorativi stipulati dal proprio contratto. La filosofia su cui si basa questa nuova politica è fondata sulla fiducia reciproca direttore-dipendente: non essere sotto stretta sorveglianza da parte del proprio capo migliora lo stato lavorativo del dipendente, a sua volta il direttore compie un atto di fiducia nei confronti del subordinato.

Well-life balance

Un fatto da non sottovalutare è il miglioramento dello stile di vita del lavoratore che passa meno ore seduto davanti alla scrivania e può lavorare in ambienti wellness per il suo stato psico-fisico. Lo smart worker può decidere dove portare il suo pc (tablet, smartphone…) e lavorare collegato ad una rete Internet. Quindi il bilanciamento tra vita privata e lavorativa è ottimizzato.

Lavorare a casa, o in un posto vicino a casa che non necessita di grandi spostamenti, ha riscontrato un notevole risparmio di ore trascorse sui mezzi pubblici o in macchina per recarsi in ufficio. I dati raccolti dall’Osservatorio Smart working del Politecnico di Milano hanno evidenziato il notevole risparmio di tempo di chi aderisce allo smart work: 163 giorni e 4 ore spesi negli spostamenti casa-ufficio. Una delle tante conseguenze positive è la diminuzione dell’inquinamento globale causato dall’utilizzo dei mezzi di trasporto.

Alcuni dati


Nel 2013 in Italia è esploso il fenomeno dello Smart working ma è stata (ed è ancora) una fioca esplosione: il tre anni è cresciuto solamente del 40% al contrario degli altri Paese dove ha riscontrato maggior successo. Gli smart worker italiani sono 250.000 vale a dire circa il 7% del totale di impiegati, quadri e dirigenti; solamente le grandi aziende hanno adottato appieno questa filosofia, mentre le piccole e medie imprese sono ancora restie. La personas dello smart worker italiano è: uomo sui 40 anni e residente al Nord.

 

Il futuro…ma anche il presente

Si sa, la tecnologia è sempre più presente nelle nostre vite e bene presto sostituirà tutto ciò che siamo abituati ad avere in altre forme. Un esempio è la scrivania d’ufficio: ora lavoriamo su una scrivania virtuale con la quasi totale eliminazione di quella fisica. Con la tecnologia cloud, gli strumenti di condivisione online e i device ognuno di noi è connesso con tutti in qualsiasi momento della giornata e in qualunque posto del mondo.