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Fake News. Ne abbiamo sentito parlare tutti, tutti le temono ma (quasi) tutti ci cascano.
Ne abbiamo sentite di tutti i colori: politici che screditano gli italiani per glorificare i migranti, bambini diventati autistici a causa dei vaccini, politici morti o assassinati.
Ma queste notizie chi le crea? E come fanno a diffondersi così rapidamente?

Alla prima domanda possiamo rispondere in due modi: degli esperti del settore o degli ingenui, che trasportano sul web ciò che hanno sentito

I social, e in particolare Facebook, sono il maggior veicolo delle fake news

dire da qualche sedicente “esperto in materia”. Le fake news vengono quindi condivise con gli amici su Facebook che, vedendo il link condiviso da una persona che conoscono, si fidano. Questo meccanismo è innato in noi e viene chiamato dagli psicologi risparmio sullo sforzo cognitivo: se una notizia è condivisa da un amico allora diamo per scontato che sia vera, facendoci così risparmiare tempo e fatica.

La seconda categoria di autori di fake news sono gli “esperti del settore”, persone che sanno come funziona la comunicazione (sopratutto social) e che sanno come sfruttarla al massimo. Infatti dietro a una semplice notizia falsa c’è uno studio sul linguaggio da usare (semplice ma non troppo), sul tono (allarmato, indignato, scandalistico) e sul modo di veicolare l’informazione, creando siti con nomi che ricordano quelli di testate famose, come “DirettaNews24” o “Gazzetta della Sera”.

E perchè lo fanno? Cosa ne guadagnano? Semplice: visualizzazioni sul loro sito, e le visualizzazioni si trasformano in introiti per il suo gestore.

Un modo semplice per proteggersi dalle fake news? Controllare sempre la fonte.